SNAI
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- Data di creazione 23 Gennaio 2026
- Ultimo aggiornamento 23 Gennaio 2026
SNAI
Quattro anime, un solo respiro: tra Alto Molise e Valle del Trigno

Si attraversa intensamente il paesaggio incantato tra l’Alto Molise e la Valle del Trigno.
Salite e discese che modellano l’anima, accarezzano lo spirito e invitano a un passo più lento. Si esce diversi da questi luoghi, in pace con sé stessi, forse più che con il mondo.
Qui i percorsi, diversi ma complementari, seguono due direttrici principali: cammini reali e spirituali che uniscono borghi e santuari, tracce di antiche ferrovie, sentieri che scendono verso il fiume o risalgono nel folto dei boschi. Ognuno custodisce un frammento dell’identità del territorio; insieme raccontano un paesaggio vasto e antico, capace di ispirare emozioni nuove.
Da Villa Santa Maria ad Agnone toccando Giuliopoli, Roio del Sangro e Rosello, per poi continuare passando per Castiglione di Carovilli, Carovilli, Pescolanciano, Pietrabbondante e poi Castelverrino, percorsi che entrano nel cuore dell’Alto Molise e della Montagna d’Abruzzo. Si seguono i passi dei guerrieri sanniti, dei pastori transumanti e dei pellegrini, a caccia di mulini ad acqua dimenticati, fortificazioni nascoste, santuari italici, boschi sacri, riserve naturali ed eremi silenziosi. Qui, due dei grandi tratturi, il Celano–Foggia e il Castel di Sangro–Lucera, arterie verdi che per secoli hanno collegato mondi lontani, si sfiorano. E questa zona d’altura, che oggi potrebbe sembrare remota, isolata, quasi protetta dalle sue montagne, era in passato un fitto intreccio di micro-percorsi, scambi, passaggi e incontri. Uno dei luoghi più ricchi e sorprendenti dell’intero Appennino.
Spostandoci sul fiume Trigno, da Bagnoli al Santuario di Santa Maria del Canneto, le erbe d’altura che sfiorano le gambe attraversando i tratturi, lasciano spazio al brecciato della valle fluviale. Il Trigno, confine naturale tra Abruzzo e Molise, ha dato vita a un percorso quasi fiabesco, modellando il paesaggio e la storia di queste terre: dalle lance dei Sanniti alle ville romane, dalla quiete dei monasteri benedettini alle imprese dei capitani di ventura. In questa valle mai uguale, nella quale si infilano sinuose le luci calde del tramonto, i borghi di confine vegliano silenziosi sul lento cammino del fiume.
Un territorio che si apre autentico a chi vuole percorrerlo a piedi o in bicicletta, lasciando che il paesaggio sveli storie antiche di secoli.
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Intervento Cod. M4 “Percorsi di Mobilità Lenta e Ciclabilità” CUP C71J20000090001 Intervento realizzato con i fondi nazionali e comunitari destinati all’attuazione della strategia Nazionale per lo sviluppo delle Aree Interne. Accordo di Programma Quadro Alto Medio Sannio.